Razionale 2018-06-05T15:09:19+00:00

RAZIONALE

Direttori delle Aziende Sanitarie/Ospedaliere, Responsabili delle Regioni e delle Istituzioni sanitarie centrali, Direttori dei Centri Acquisto in Sanità, Direttori Centri Servizio, Responsabili delle Aziende dell’offerta di innovazione e Advisor si confrontano sul tema dell’innovazione digitale della Sanità Italiana e in concreto sulle scelte delle applicazioni software che la realizzano.

Quali e quante risorse sono disponibili per la digitalizzazione della Sanità?
Quali sono gli indirizzi generali e modelli per l’innovazione in Sanità?
Quale impatto si stima abbia la digitalizzazione sulla sostenibilità del sistema Sanitario?
Ognuno innova per sé o sono possibili sinergie, scambi, partnership all’interno delle aziende/regioni e tra queste e i fornitori?
Come si valuta l’innovazione digitale e il SW che la realizza e il suo “total cost of ownership” nel tempo?
Come formulare capitolati “intelligenti” che colgano appieno le esigenze espresse e l’evoluzione dei modelli di distribuzione del software e dello storage (Software as Service, Cloud pubbilci, privati, federati…)?
Come formulare le offerte da parte dei fornitori e, infine, come controllare e misurare la qualità nel tempo della fornitura?
Quali strumenti normativi tutelano il rapporto tra Committenti e fornitori?

Nel confronto si farà il punto sulla digitalizzazione della sanità nelle diverse regioni italiane e su quella delle istituzioni centrali.
Le Regioni, le Aziende e le loro centrali d’acquisto esporranno i loro piani per la digitalizzazione e come li stanno affrontando, quali processi decisionali stanno attivando, quali orientamenti assumeranno in relazione alle possibilità offerte dal nuovo codice appalti e dal GDPR, General Data Protection Regulation.
A loro volta le Aziende dell’offerta d’innovazione esporranno la loro visione e le loro proposte per l’innovazione della sanità italiana.

Il confronto tra la domanda e offerta di innovazione si esprimerà in un “marketplace” delle idee, delle soluzioni, dei progetti e delle proposte che potrà generare opportunità e dare una spinta all’innovazione del sistema sanitario italiano.

In particolare saranno discusse e condivise a livello nazionale la necessità di una qualificazione del SW utilizzato nel mondo sanitario sotto tre aspetti fondamentali:

Nel quadro definito da un quarto elemento di grandissima importanza:

sia a livello digitale che a livello di data contents.

Il contesto Europeo

La Commissione e il Parlamento europeo hanno stabilito di sostenere le PMI con i vari programmi di aiuto e in particolare con Horizon 2020.

L’esame degli indirizzi proposti dall’UE sottolinea l’importanza di alcuni settori per i quali l’utilizzo delle tecnologie digitali è sempre più una variabile-chive.

In particolare presentano aspetti di grande importanza:

  • le soluzioni integrate per facilitare la vita, il lavoro e il benessere degli anziani

  • le soluzioni per la digitalizzazione e la condivisione – entro strettissimi termini di sicurezza – dei dati sanitari sia a livello di organizzazioni ospedaliere che a livello territoriale

Ambedue questi aspetti includono necessariamente un’attenta selezione delle soluzioni tecnologiche da impiegare, sia rispetto all’utilizzo da parte dei professional sia per quanto riguarda l’impiego di sw per l’accesso e l’uso da parte dei pazienti e dei caregiver. Il tutto, ovviamente, rispettando rigorosi criteri di interoperabilità sia a livello di standardizzazione dei dati sia a livello di networking, con il corollario importantissimo della sicurezza digitale sia per il governo degli accessi sia per la protezione da eventuali minacce.

Questi temi, da lungo dibattuti e sui quali sono stati avviati negli anni precedenti numerosi progetti sia a livello nazionale che europeo, sono oggi di grandissima attualità per la crescente e pervasiva diffusione delle tecnologie digitali. La sanità digitale diviene ogni giorni di più una realtà ma una realtà che richiede un costante e altamente professionale controllo sia per quanto riguarda l’affidabilità operativa sia per un effettivo controllo dei costi-efficacia.

Il contesto Italiano

Il Confronto avviene in un periodo di estrema confusione istituzionale, manageriale e tecnica. Il risultato di tale confusione è la continua emorragia di risorse economiche, logistiche, umane per un funzionamento di aree della sanità quanto mai ristrette e non interoperabili l’una con l’altra. Al tempo stesso, nonostante i molteplici avvisi, l’articolazione del sw sanitario è quasi ovunque scollegata dalle reali necessità degli utenti e dei caregivers e, anche quando esistano applicazioni dedicate ai ‘customers’, esse sono a loro volta totalmente strutturate su singole organizzazioni sanitarie (un ospedale, una clinica, alcuni settori di una ASL, etc.).

In tale quadro il Confronto assume un’importanza strategica sia per una valutazione corretta della situazione italiana sia come fonte d’ispirazione per decisioni strategiche tanto nel mondo pubblico quanto in quello privato.

FOCUS PRINCIPALI

  • sostenibilità

  • interoperabilità

  • customer satisfaction

  • performance

Utilizzo del digitale per i pazienti e cargivers – focus sulla necessità che tale obiettivo sia seguito in tutto il ciclo del SW, dalla progettazione alla manutenzione

Quali dati per chi? Analisi delle problematiche di economia del dato anche alla luce delle nuove disposizioni sulla privacy operative da maggio 2018. La necessità assoluta di una standardizzazione efficiente ed evolutiva che integri sistemi sw e sistemi di dati con fluidità e sicurezza

Analisi del rapporto tra costi diretti e indotti, livelli di sicurezza affidabili e mantenimento delle performance, alla luce delle normative correnti e dell’evoluzione tecnologica prevista

Analisi del ciclo del sw, modalità di individuazione, acquisizione e gestione, il mito del riuso, la necessità di individuare forme di indirizzamento strategico che devono essere seguite a tutti i livelli nel quadro dell’interoperabilità e della sostenibilità – indispensabile focus sulla disponibilità sia ai livelli decisionali che operativi di figure professionali adeguatamente skillate e con mandato ad operare coerentemente con le decisioni strategiche

Fare il punto sulla tripartizione ancora operante, due/tre grossi produttori di sw sanitario, una miriade di sw houses mini o medie spesso centrate esclusivamente sui livelli locali (fornitori di un settore ospedaliero localizzato, di un singolo primario, di un cluster di professional, operanti in un’unica area geografica etc.) e le aree di autoproduzione a carico di operatori dell’area sanitaria con o senza supporto da parte di Università, CNR etc. Va sottolineata l’assoluta anti economicità di tale impostazione, causa prima della mancanza di interoperabilità tra settori della salute

Quale situazione fuori dall’Italia?

Focus sulla necessità di una programmazione economica, finanziaria, tecnica e operativa sulla durata prevista del sw come modulo integrato di sistema. Localizzazione del sw (home o service – il futuro dei cloud) e identificazione dei percorsi di aggiornamento e manutenzione in una quadro economico non esiziale per gli investimenti futuri. Questo introduce il problema fondamentale della contrattualistica e delle relazioni tra pubblico e privato. Il time to market dei capitolati in relazione alle esigenze operative, ai vincoli normativi e alla disponibilità di risorse.

La tracciabilità delle operazioni, la sicurezza delle archiviazioni, le condizioni di accesso e verifica dei dati nelle varie condizioni operative. Tracciabilità alla luce della Legge Gelli e delle nuove norme sulla privacy.

Quale ruolo per le istituzioni?

Dalla pianificazione al controllo attraverso un’attenta allocazione di risorse e una policy oculata sulle figure professionali, specie nei livelli di management più strategici.

Obiettivo strategico per l’evoluzione delle organizzazioni che utilizzano sw sanitario: da isole nella corrente a arcipelaghi integrati.

Il Convegno deve necessariamente prendere in considerazione quello che sta avvenendo in UE e quanto la Commissione e il Parlamento europeo hanno stabilito di sostenere con i vari programmi di aiuto, in particolare con Horizon 2020 e con le iniziative a favore delle PMI.

L’esame degli indirizzi proposti dall’UE sottolinea l’importanza di alcuni settori per i quali l’utilizzo delle tecnologie digitali è sempre più una variabile-chiave.

In particolare presentano aspetti di grande importanza:

  • le soluzioni integrate per facilitare la vita, il lavoro e il benessere degli anziani

  • le soluzioni per la digitalizzazione e la condivisione – entro strettissimi termini di sicurezza – dei dati sanitari sia a livello di organizzazioni ospedaliere che a livello territoriale

Ambedue questi aspetti includono necessariamente un’attenta selezione delle soluzioni tecnologiche da impiegare, sia rispetto all’utilizzo da parte dei professional sia per quanto riguarda l’impiego di sw per l’accesso e l’uso da parte dei pazienti e dei caregiver. Il tutto, ovviamente, rispettando rigorosi criteri di interoperabilità sia a livello di standardizzazione dei dati sia a livello di networking, con il corollario importantissimo della sicurezza digitale sia per il governo degli accessi sia per la protezione da eventuali minacce.

Questi temi, da lungo dibattuti e sui quali sono stati avviati negli anni precedenti numerosi progetti sia a livello nazionale che europeo, sono oggi di grandissima attualità per la crescente e pervasiva diffusione delle tecnologie digitali. La sanità digitale diviene ogni giorni di più una realtà ma una realtà che richiede un costante e altamente professionale controllo sia per quanto riguarda l’affidabilità operativa sia per un effettivo controllo dei costi-efficacia.

Le prospettive globali

Oggi il quadro generale relativo alla qualità del software in sanità deve tenere conto, in uno scenario che va ben al di là dell’UE, del rapido affermarsi della cosiddetta Internet delle Cose (Internet of Things – IoT). Ogni oggetto dotato di un sottosistema di comunicazione può connettersi alla rete, con un evidente guadagno dal punto di vista dell’integrazione delle comunicazioni e dello scambio just-in-time dei dati, ma con un problema che solo oggi si inizia ad affrontare relativo alla sicurezza della comunicazioni stesse e, soprattutto, alla protezione dei dati.

E, quando si parla di sanità, il problema della protezione dei dati, in particolare dei dati ‘personali sensibili’, è materia di grandissima importanza e la capacità di un software, di un sistema tecnologico, di un network al quale possono afferire quantità enormi di dati sensibili, di gestire sicurezza e privacy sta diventando una delle variabili più critiche nella valutazione della qualità delle soluzioni previste o adottate. Sia chiaro che il problema IoT non attiene semplicemente allo scambio ‘volontario’ di dati tra persone che lavorano su uno o più computer, ma si sta estendendo all’intera catena degli oggetti che operano in uno specifico contesto o tra contesti separati. Ad es.: in ambito sanitario tutti gli elementi che supportano l’elaborazione di campioni nel settore laboratoristico o o stanno diventando veicoli diretti di informazioni connettibili alla rete (siringhe, provette, supporti di marcatura, analizzatori, sottosistemi di monitoraggio, etc.), In un quadro definito e sicuro, protetto da accessi non autorizzati o da comunicazioni non specificamente previste, questo scenario porta un enorme valore aggiunto alla rapidità e sicurezza delle transazioni. Ma chi controlla, con un approccio non burocratico, che tutti gli elementi del sistema dialoghino unicamente con quanto è previsto e ammesso? Chi si occupa di definire, in un regime di gare che sempre più mirano al maggior ribasso, la necessità di disporre di apparati che siano al tempo stesso interconnettibili, interoperanti e sicuri? Noi oggi sappiamo che, come evoluzione della rete, i protocolli IETF 6LoWPAN, RPL, e CoAP, possono creare una rete basata sul protocollo IP (cioè sulle basi di Internet) di oggetti che può dialogare con la rete Internet per creare nuovi servizi in molteplici domini applicativi.